mercoledì 13 novembre 2013

La TV, il Cinema, i Libri, i Giornali



Mezzi utilizzati per liberare o per imprigionare lo Spirito

La nostra vita di uomini e donne del XXI secolo è totalmente immersa in una realtà raccontata e spesso inventata da altri.

La maggior parte delle nostre convinzioni sul mondo sono basate su dati che abbiamo accettato e creduto veri, ma che non abbiamo raccolto noi, che non abbiamo verificato

I mezzi d'informazione tradizionali, che  con un termine latino passato per l'inglese vengono definiti media, costruiscono ad arte intere 'verità' che vengono somministrate come tali alla massa.
Ci sono sceneggiatori, esperti di comunicazione, autori di grande talento, spin doctors (consiglieri mediatici per conto  dei potenti), speech writers (coloro che scrivono i discorsi ai potenti) sempre al lavoro per costruire realtà di comodo, che servono a far stare dentro il recinto il 'popolo bue'.

Le manipolazioni di massa sono molteplici, dal morbo della mucca pazza, all'aviaria, allo spread, al terrorismo internazionale, senza contare le innumerevoli campagne di stampa che perdurano per anni e anni (la malasanità, le tasse, l'impoverimento ecc. ecc.).
Ognuna di queste campagne si avvale di una fortissima carica emotiva, utilizzata per stordire le coscienze e disporle a risposte d'impulso, irrazionali. Naomi Klein ha illustrato questo meccanismo nel suo libro "Shock Economy".
Non posso includere nel novero dei mezzi manipolativi il web, in quanto qui vige la libertà (per ora) di esprimere quello che si pensa, gratuitamente e senza controlli di sorta.

Non mi voglio soffermare tuttavia su questi aspetti. Quello che mi interessa qui è il punto di vista spirituale.
Dal momento che cio' di cui siamo convinti genera la nostra realtà, dobbiamo stare molto attenti a ciò che facciamo entrare attraverso la porta della coscienza vigile: concetti subdoli infatti possono passare e attecchire nel nostro subconscio, producendo convinzioni e pensieri indesiderati e nocivi.

I notiziari vanno visti con cautela: infatti fanno passare un'enorme quantità di dati negativi; pompano energia negativa - a bassa frequenza - a tutto spiano. Le persone sensibili ogni volta sperimentano la sofferenza a tutte le situazioni proposte. La conseguenza è che in loro vengono coltivate in maniera intensiva sentimenti velenosi come rabbia, paura e ansia.

In particolare va evitata la cronaca: si tratta di fatti che coinvolgono persone che debbono fare esperienze di crescita attraverso il male, arrecato ad altri o ricevuto da altri. Ascoltare notizie del genere non ci porta niente di buono. Peggio ancora quei contenitori di approfondimento sui fatti di cronaca che indugiano compiaciuti sui dettagli morbosi. 

Assolutamente tossiche tutte le trasmissioni che si basano sulle risse, sulle liti, sugli attacchi personali studiati a tavolino. Chi li guarda viene inondato da rabbia, odio e altri veleni mortali per l'anima. Penso alle arene, ai talent show e altre barbarie del genere. 
Personalmente dopo aver visto una di queste trasmissioni rimango rattristato per via dei pettegolezzi riportati per scatenare le risse; per l'umiliazione delle persone e per la violenza insensata, strisciante e compiaciuta.

Da evitare accuratamente anche le trasmissioni di medicina, che descrivono (esaltandole) le malattie e propongono metodi per curarle (guarda caso). Pensieri insistenti sulle malattie attirano le malattie.

I film drammatici, ossessivi, dolorosi, carichi di violenza o di paura sono velenosi per la mente. Non dico che ogni tanto non se ne possa vedere uno, ma occorre un grande senso critico per non farsi contagiare dai sentimenti negativi che veicolano. Peggio ancora i film horror, il cui unico scopo è insinuare nel profondo della mente dello spettatore quel sentimento esiziale che è la paura.

Se proprio volete svagarvi con della fiction. preferite  le commedie, i film comici o i grandi capolavori, nonchè tutte le opere che lasciano un senso di speranza e di apertura.

Certo, sarebbe di gran lunga più salutare spegnere la tv e uscire, fare esperienza diretta del mondo, senza l'intermediazione degli "autori".
Andare al cinema solo se c'è un film che ci può dare serenità, felicità o crescita interiore.
Leggere solo i libri che ci diano un contributo alla nostra crescita personale.

Quando le società che vendono contenuti televisivi a pagamento mi chiamano per propormi pacchetti in offerta, declino gentilmente, ma avrei voglia di spiegare loro che tutti quanti abbiamo bisogno di "meno televisione", non di "più televisione".

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