martedì 26 novembre 2013

Serietà e Gioco, Complessità e Semplicità: i due modi per Conoscere la Verità

Modi per giungere all'Illuminazione

Mi è capitato di scaricare un file audio e dei documenti in formato pdf da un sito italiano di spiritualità. La persona che gestisce questo sito è molto generosa e gli sono molto grato per quanto del suo lavoro condivide con gli altri.
Ho caricato il file audio sul mio telefonino e nell'ora di pausa pranzo mi sono messo ad ascoltare. Mi sono subito trovato davanti ad un muro di difficoltà che non mi aspettavo.
Pensavo che il sentiero che porta alle grandi verità dell'esistenza fosse fatto di fiorellini di campo, di sublimi sensazioni, di esperienze semplici... ma niente che avesse a che fare con l'impegno intellettuale.
E invece mentre ascoltavo vedevo un sentiero che s'inerpicava in salita fra le montagne. Questa stradina diventava via via più stretta e  sdrucciolevole.
Lo studio doveva essere uno sforzo costante, continuo e i risultati sarebbero venuti dopo un tempo molto lungo... una faticaccia!! Mi stava passando la voglia.
Dopo aver studiato per tanti anni, l'ultima cosa che vorrei è rimettermi sui libri con spirito di sacrificio; non se ne parla nemmeno. Oggi i libri che leggo mi forniscono motivo per essere più leggero, più libero.
L'erudizione è esercizio sterile ed opprimente, anche se le materie oggetto di studio dovessero essere di natura più elevata. Preferirei passare il mio tempo a vivere la vita, piuttosto che a studiarla.
Dopo poco ho smesso di ascoltare... mi ero già demoralizzato abbastanza.

La via del Guerriero e la via del Re

Mi sono quindi ricordato di quanto diceva Osho sull'argomento: dovete smetterla di imparare... dovreste invece cominciare a disimparare! Tutti gli studi sono una zavorra,  una montagna di spazzatura che vi impedisce di fare esperienza della vera realtà.
Ci sono due vie per realizzare l'illuminazione, dice Osho in un altro passo, una è la via del Guerriero, quella fornita dallo Yoga e da tutte le principali religioni; comporta un lungo e faticoso processo.  
La via del Guerriero distingue fra bene e male; esalta cioè i dualismi. Addestra il soldato a fare cio' che è giusto e a combattere ciò che è sbagliato. Si sviluppa cioè inculcando delle abitudini. Delle buone abitudini, beninteso...

L'altra è la via del Re (fornita dal Tantra), in cui semplicemente si aprono gli occhi chiusi e si arriva immediatamente alla Comprensione Suprema. "Vivi sciolto, naturale, fuido; ma sii consapevole".
Vivere nel momento presente, con spontaneità, senza abitudini: le abitudini uccidono la vita.

Dice Osho che la gente preferisce la via più lunga perché la mente è fatta così: più una cosa è complessa più la ritiene valida.
In una famosissima storia zen, un monaco sta portando un secchio d'acqua in una notte di luna. La luna si specchia nell'acqua del secchio. Poi la corda si spezza, il secchio si rovescia e improvvisamente 'non più acqua, non più luna' e l'uomo s'illumina. Un fatto di estrema semplicità, un'esperienza banale causa la scoperta della verità: il mondo che conosciamo è la luna riflessa nell'acqua, un'illusione.

Giocare o fare sul Serio

Per come siamo abituati fin dall’infanzia, religione è un sinonimo di estrema serietà... non c'è una sola risata in tutte le sacre scritture. E invece la risata di cuore è di gran lunga più spirituale della tetraggine. E' liberatoria e ci avvicina all'innocenza primordiale con la quale siamo arrivati in questo mondo. L'uomo realmente religioso canta e danza perchè ha raggiunto l'unità con tutto il creato.
La 'serietà' è un prodotto della mente.

Seth nella sua "Realtà sconosciuta" riconferma il concetto che il gioco e la spensieratezza sono la porta della Creatività.
Siamo sempre maledettamente seri e così ci sfugge la comprensione intuitiva della natura della vera realtà, psichica e multidimensionale.
Molte volte durante il gioco e lo svago sono state concepite importanti scoperte e intuizioni dalle vaste ripercussioni. L'episodio della mela che casca in testa a Newton è l'aneddoto più famoso...

Stanley & Ollie

Ebbi un'illuminazione anch'io - nel mio piccolo - quando vidi il film "The Music Box" (titolo italiano "Le Scale Musicali") di Stanley Laurel e Oliver Hardy, film del 1932. Stanley & Ollie sono due operai addetti alla consegna di strumenti musicali, in questo caso di una pianola. Giunti sul posto scoprono che la villa cui debbono effettuare la consegna è in cima ad una collina. Dovranno salire una lunga scalinata, gradino per gradino.
Parcheggiano il furgone e si caricano addosso l'ingombrante e pesante pianola imballata. Faranno la scalinata più volte, poichè incontreranno una bambinaia e un professore che si opporranno al trasporto e faranno in modo che debbano ricominciare da capo.
Nel momento in cui arrivano in cima alla scalinata - sfiniti - passa il postino, il quale mostra loro come sarebbe stato possibile portare lì la pianola col furgone direttamente attraverso la strada asfaltata, che loro non avevano visto.

Ecco una splendida metafora della vita: ci affanniamo sempre e lottiamo strenuamente... per niente. Le cose sono molto più semplici.
Dove sta scritto che dobbiamo sfinirci per vivere la vita che desideriamo? Chi l'ha detto che dobbiamo soffrire per avere il Paradiso? Ammazzarci di fatica è spesso la scelta meno intelligente che possiamo fare.
Dobbiamo essere consapevoli che si può avere "la botte piena e la moglie ubriaca"; di più: dobbiamo pretenderlo. 

La sofferenza è solo un'idea, una pessima idea.

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