giovedì 5 dicembre 2013

Il veleno dell'Appartenenza

I gruppi cui aderiamo ci definiscono

L'uomo è un animale sociale. Quante volte l'abbiamo sentito dire? Tutti quanti cerchiamo di appartenere a un gruppo, per il semplice fatto che il gruppo è rassicurante: abbiamo tutti bisogno di certezze, di sapere che non siamo soli.
Il gruppo è protettivo. Se siamo integrati in una collettività non dobbiamo fare nessuno sforzo: è tutto semplice, siamo accettati senza se e senza ma.

Mi ricordo che quando frequentavo la prima media - avevo 11 anni - chiesi al mio compagno di banco per quale squadra di calcio tenesse. Disse che era dell'Inter. Decisi che anch'io sarei stato dell'Inter.
Non avevo nessun interesse particolare nel calcio, ma mi rendevo conto che se non fossi "sceso in campo" sarei stato escluso da una comunità che viveva di quello.
Per i successivi 20 anni sarei stato un tifoso dell'Inter, difendendola dagli attacchi dei tifosi di altre squadre, dispiacendomi per le sue sconfitte, rallegrandomi per le sue vittorie.

Il senso d'appartenenza a un gruppo produce una sorta di condizionamento profondo (che nei fanatismi può diventare una vera schiavitù). Ne discendono comportamenti coatti, per lo più irrazionali.
Di schiavitù mentali se ne possono annoverare di diversi tipi: la Religione, la Patria, l'Onore, la squadra di Calcio, il Campanile, il Partito, il Sindacato... per citare le più comuni.
E poi ci sono un'infinità di aggregazioni sociali nate attorno a un interesse specifico: i cacciatori, gli artigiani orafi, i collezionisti di francobolli ecc. ecc.
Altri gruppi sono dovuti a uno specifico status: gli immigrati albanesi, gli impiegati pubblici, i disoccupati napoletani, gli esodati della riforma Fornero, ecc. ecc.

La nostra identità è sempre definita dall'appartenenza ai diversi gruppi che ci scegliamo o nei quali ci accade di appartenere indipendentemente dalla nostra volontà.

Per essere realmente liberi e per poter riconoscere la nostra divinità, abbiamo bisogno di liberarci da tutte queste catene.  

Noi siamo definiti soltanto dal nostro Sè e da nient'altro.

Ciò non vuol dire rinunciare a stare insieme alle altre persone. Come sempre è necessario sviluppare una grande e forte consapevolezza di tutti gli schemi in cui siamo integrati, per non farci imbrigliare.

Fare un passo indietro e renderci conto di ciò che stiamo pensando e del perchè lo stiamo pensando. L'unico gruppo a cui apparteniamo è quello degli esseri spirituali. A partire da questo punto di vista la competizione è semplicemente assurda; l'amore e la solidarietà verso tutto il Creato diventano il comportamento conseguenziale.

Tutte le bandiere e le divisioni... i ragionamenti "Noi e Loro"... si mostrano per quello che sono: pura stupidità. Alla luce di questa consapevolezza tutte queste falsità cadranno ad una ad una, come quando si accende una lampada il buio scompare.

Nessun commento :

Posta un commento