venerdì 20 dicembre 2013

L'illusione del Potere, la truffa della Carriera

Molti uomini (e donne, sia pur in misura minore) intorno ai trent'anni si convincono che è di vitale importanza lottare per fare carriera.
Sono molto intelligenti ed efficienti sul lavoro. Lavorano incessantemente e non badano agli orari né ai giorni festivi, dal momento che il "Risultato" è la cosa più importante.

Le Aziende sono molto contente di loro e spesso li premiano e li fanno andare avanti, in cambio di una completa sottomissione e della subordinazione di tutti i loro interessi privati e personali alla causa del lavoro.

La competizione viene incentivata e spinta all'eccesso. Conosco certe realtà aziendali dove non ci si fa scrupoli nel compiere atti di slealtà e scorrettezze varie verso i propri colleghi. Anzi: tali comportamenti vengono guardati con occhio benevolo dai 'Capi' e valutati come vincenti.

Li vedo negli aeroporti, sui treni: gente che s'accalora e urla al telefono per maledire un capo o un cliente o per sparlare dei colleghi. Veramente stressati. Molti di loro sono vestiti impeccabilmente, con vestiti costosi e dal taglio esclusivo. Sempre con lo smartphone attaccato e il notebook aperto.

Gli hanno fatto credere che tutto questo è davvero importante. Il meccanismo infernale della Società li ha presi al laccio e stanno spremendo da loro tutta l'energia vitale.

Se sono fortunati, capiterà loro un evento traumatico (per esempio, potrebbero essere battuti nella corsa al potere da qualcuno più canaglia di loro) che li metterà in condizione di svegliarsi. Capiranno che quella è tutta una finzione, una vera e propria truffa: la vita è un'altra cosa.  

Vivere è avere tempo per se stessi;  scoprire e valorizzare i propri talenti e i propri interessi; essere felici di esserci, semplicemente di esserci; guardare il mondo in tutta la sua bellezza e non smettere mai di meravigliarsi; provare amore, per se stessi e per tutto ciò che e';  amare gli altri per quello che sono e non in quanto strumenti a disposizione per i capricci del proprio ego.

A quel punto continueranno a lavorare, ma con ben altra consapevolezza: faranno quanto richiesto, ma saranno anche gestori oculatissimi del proprio tempo e delle proprie energie.

Se non sono fortunati continueranno a "macinare" sempre di più, in un vortice altamente distruttivo, fino all'infarto, l'ulcera o altre malattie generate da un organismo sottoposto a forte stress per tempi prolungati.
O semplicemente fino alla disillusione, assolutamente inevitabile.

Se arriveranno in vetta - ad una posizione apicale di potere - scopriranno che oltre la cima non c'è nulla e che l'ambiente in cima è freddo e desolato. Avranno speso una vita intera per scalarla e ora davanti a loro non c'è che una squallida parete di roccia.
Inoltre nulla dura per sempre, viene il momento in cui - per raggiunti limiti di età - si è messi alla porta, come se nulla fosse stato.

Probabilmente avranno dovuto fare del male a molte persone incontrate nel  loro cammino e nel frattempo il loro Sè ha mancato la propria realizzazione.


In base alla regola aurea, ogni mal'azione, ogni ferita volontariamente inferta verrà pagata a un costo molto alto, sotto forma di infelicità e sofferenza.

Domandiamoci... ne vale la pena?

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