lunedì 31 marzo 2014

Il motivo per cui siamo qui: esprimere il nostro talento

Il lavoro della ragione, la creatività dell'anima
Ciascuno di noi è al mondo per realizzare una propria 'missione', la realizzazione del proprio talento.

Quando passiamo il nostro tempo ad occuparci dell'oggetto del nostro talento non ci accorgiamo del tempo che passa, nè percepiamo l'attività come faticosa.
C'è una vera contentezza nel fare quello che si fa ed andare a lavorare è piu' gradevole che andare a divertirsi; proprio perchè ciò che si fa è il miglior divertimento possibile.

Chi non fa un'attività che corrisponde al proprio talento sente il lavoro come fatica, sente di stare perdendo tempo.

Moltissime persone - forse la maggioranza - ricadono nella grande categoria di coloro che si accontentano di un lavoro che non li soddisfa, ma che garantisce loro una retribuzione sufficiente a mantenere il loro tenore di vita.

Spesso il talento che cerchiamo di esprimere nell'attuale esistenza trova una via di sfogo attraverso gli hobbies, le attività che si fanno nel tempo libero.
Ho conosciuto un impegato di banca che utilizzava le sue ferie per fare campagne di fotografie naturalistiche anche fuori dall'Italia.
Altri suonano in una band, altri ancora realizzano sculture ecc. Sono attività che comportano per lo piu' un dispendio economico piuttosto che un guadagno.
Ma la felicità, il senso di realizzazione che portano davvero non hanno prezzo - per parafrasare un famoso spot .

Meglio sarebbe tuttavia riuscire ad impegnarsi a tempo pieno nell'attività verso cui ci sentiamo trasportati. L'anima allora canterebbe e i risultati non mancherebbero, anche a livello economico. Vivremmo il nostro sogno e saremmo pure pagati per farlo! Alcuni ci sono riusciti...

Chi invece non è ancora riuscito a canalizzare il proprio talento naturale in una concreta attività espressiva, spesso sente un senso di frustrazione e di insoddisfazione cui non riesce a dare risposta.
E' una situazione che molti sperimentano intorno ai quarant'anni: la ragione è soddisfatta, gli obiettivi materiali di sopravvivenza sono conseguiti, ma manca qualcosa; l'anima è a disagio.

Quando si dice che la vita comincia a quarant'anni - credo ci si riferisca al risveglio dell'anima che chiede di potersi esprimere, dopo che si sono spesi tanti anni per adattarsi in maniera squisitamente materialistica al mondo fisico che ci ospita.

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