venerdì 27 giugno 2014

Il potere creativo della Coscienza

La preziosa conoscenza del “Seth Material


L'entità Seth, canalizzata da Jane Roberts dal 1963 al 1984 ha fornito un'incredibile mole di documentazione sulla vera natura della realtà. L’opera monumentale, ormai interamente pubblicata, è considerata una delle fonti più importanti all’origine del movimento New Age.

Si suole definire “Seth Material” il complesso di testi scritti, le registrazioni audio nonché i libri dettati interamente da Seth, per mezzo della voce della scrittrice americana.

Si tratta di un corpus di comunicazioni dettagliate e molto profonde che delineano una visione spirituale della realtà, articolata e convincente. Sfortunatamente in Italia il Seth Material non ha avuto finora una diffusione degna dell’importanza del suo messaggio.

Il concetto centrale del Seth Material è che la vera realtà è quella della Coscienza, mentre il mondo fisico è solo una nostra invenzione, di natura illusoria.
Nel momento in cui ci incarniamo in questa personalità abbiamo già deciso di fare esperienze di tipo creativo.
Spesso fatichiamo a dare un significato alla nostra presenza sulla Terra, finché la vita stessa ci spinge alla comprensione del grande potere di far accadere le cose, che possediamo per via della nostra natura divina.

La capacità creativa della nostra coscienza è evidente nella nostra vita personale. Se cominciamo a far caso alle cose che ci accadono, è facile ricondurle alle nostre aspettative e alle nostre preoccupazioni: in definitiva alle nostre convinzioni profonde.

Un messaggio simile non è nuovo nella storia del Pensiero, ma nessuno s’era spinto a indagare le estreme conseguenze di un simile concetto.

Un altro concetto sicuramente non nuovo è riconoscere che ogni essere vivente o non vivente, ogni molecola, ogni atomo, è fornito di coscienza, sia pure a livelli molto diversi.

E’ difficile però accettare un simile argomento, dal momento che abbiamo già difficoltà a concepire che tutti gli esseri viventi abbiano una loro coscienza.

Seth afferma che il pianeta su cui viviamo è frutto della creazione costante di tutte le coscienze che hanno deciso di dimorare nell’esistenza fisica. Letteralmente creiamo i laghi, i fiumi e le montagne.

Le convinzioni che nutriamo sono strutture reali, come può esserlo una casa. In più però le nostre convinzioni generano, focalizzano e veicolano le emozioni, le quali sono reali e interagiscono con l’ambiente.

Le emozioni, così come i pensieri, sono dotate di una certa intensità energetica e sono quindi in grado di apportare sconvolgimenti nella realtà squisitamente fisica del pianeta.

Il tempo meteorologico è quindi fortemente influenzato dalle nostre manifestazioni psichiche. Un nubifragio che causa rilevanti danni in un certo luogo è dovuto alla concomitanza di pensieri altamente distruttivi nella comunità che vi abita.

Le popolazioni che non vivono nella “civiltà”, ma a stretto contatto con la natura comprendono questa verità, basti pensare alla “danza della pioggia”, appartenente a tante tradizioni culturali, fra le quali quella dei nativi americani.

Dobbiamo pensare alle emozioni come a dei fulmini, che pur nascendo dalle nostre strutture nervose, agiscono anche all’esterno di noi, causando – fra l’altro – i fenomeni atmosferici.

In un angolo riposto della nostra personalità, sappiamo quando stanno per accadere fenomeni atmosferici di un certo livello, poiché facciamo parte (attiva) del mondo naturale. Lo sanno bene i meteoropatici, che questo sapere portano a livello cosciente e addirittura fisico.

Le nostre energie mentali sono in grado di causare anche altri fenomeni, quali i terremoti, le eruzioni vulcaniche e altri eventi catastrofici.

Le zone ad alta sismicità sono abitate dalle persone che hanno bisogno di provare un certo tipo di esperienza. I motivi possono essere diversi e ciascun individuo ne avrà di suoi personali.
Potrebbero essere il tentativo di affrontare i temi della vita e della morte, la necessità di risvegliare istinti profondi, o per provare la propria forza.
Ovviamente non stiamo parlando del livello di consapevolezza cosciente superficiale, cui siamo abituati, ma di livelli di coscienza profondi, ai quali di solito non riusciamo ad accedere.

Nessuno soccombe in tali eventi catastrofici, se non lo ha prima deciso. Come nel caso delle malattie, in cui ciascuno di noi decide, nei minimi dettagli, quale malanno far sorgere, così anche in questo caso gli individui scelgono luoghi, modalità e tipo di disastro cui andare incontro.

In questo contesto la morte non è un evento tragico e irreparabile, bensì un’esperienza come un’altra.

Chiaramente l’individuo che – nel profondo - ha stabilito di non soccombere all’imminente disastro, agirà in modo da sfuggire all’evento. Può accadere che un sogno premonitore metta il soggetto sull’avviso o che all’improvviso avverta la necessità di un cambio di programma, magari all’ultimo minuto.
Per un motivo o per un altro, la persona che ha deciso di non soccombere, spinto da una preveggenza che di solito non sa spiegare, riesce a non farsi trovare sul posto del disastro, mettendosi in salvo.
Altri rimangono ad affrontare la tragedia fino in fondo.

La lettura delle vicende di una delle più grandi tragedie del mondo contemporaneo, il naufragio del Titanic, scontratosi con un iceberg nel 1912, durante la sua prima navigazione, è decisamente illuminante.
Un evento estremamente pubblicizzato, una nave esaltata per la sua perfezione tecnologica, riusci a riempire solo metà dei posti disponibili: solo poco più di un migliaio di passeggeri vi salirono.
Decine e decine di persone, spaventate da sogni premonitori e da orribili presagi, decisero di non imbarcarsi e si salvarono.
La tragedia del Titanic è ben documentata, per l’enorme clamore che ebbe in quegli anni, ma casi del genere si verificano in occasione di tutti i disastri. C’è un’ampia letteratura anche su coloro che sfuggirono alla grande tragedia dell’11 settembre 2001, gli attentati al Pentagono e alle Torri gemelle, negli USA.

Solo coloro i quali chiudono gli occhi davanti ai fatti reali, possono ancora parlare di coincidenze e di casualità.

Che la realtà abbia una natura essenzialmente psichica dovrebbe apparire ormai un concetto banale. E’ anche uno dei principi dell’antichissima filosofia ermetica: “Tutto è Mente”.
Di sicuro la diffusione del Seth Material potrebbe, a questo proposito, far fare un salto di qualità al nostro Paese, che ancora non lo conosce o lo conosce poco.

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